L’ Asta solidale per il Kenya resta aperta. “Ci avete commosso”

Hanno vinto i bambini
La verità è che non sapevamo come sarebbe andata. La paura di fallire ci ha attraversato più volte. Non avevamo esperienza nell’organizzazione di eventi del genere. Il timore era di sprecare un’opportunità importante per aiutare i bambini di Mwangaza, vanificando il prezioso gesto dell’artista Antonio Guarnieri e la disponibilità di Pippo Zeffirelli.
Invece Domenica 23 marzo, nella Sala musica della Fondazione Zeffirelli abbiamo vissuto una giornata colma di solidarietà, amicizia ed energia positiva, oltre le aspettative.
Sono state assegnate circa la metà delle opere disponibili, raccogliendo l’inaspettata somma di 15mila euro.
Ora siamo in grado di dare una risposta ancora più grande ai bisogni primari dei bambini che stiamo accogliendo nell’orfanotrofio.
Ringraziamo anche la Sindaca di Firenze Sara Funaro, perché era presente all’evento, ma anche nel 1997, quando l’associazione è nata e ha avuto come prima sede la casa dei suoi genitori.

dei progetti in Kenya
L'asta proseguirà sul nostro sito
Sono molte le persone che non sono riuscite ad essere fisicamente a Firenze e che hanno chiesto di proseguire l’asta.
Ancora una volta, la generosità di Antonio Guarnieri non si è fatta attendere. L’artista ha scelto di lasciare comunque a disposizione dell’associazione le opere non assegnate. Presto, sul nostro sito apriremo la sezione dedicata e si potrà procedere con le offerte.

Cosa faremo con il vostro contributo
“I fondi raccolti saranno destinati a coprire le spese di iscrizione e frequenza scolastica”. spiega Nicola Zanobini, volontario responsabile dei progetti in Kenya. “Oltre a migliorare la struttura attraverso interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, finalizzati alla conservazione dei dormitori, bagni, cucine e della biblioteca”.
La Casa dei bambini, l’orfanotrofio di Mwangaza, nel distretto di Kilifi, in Kenya, accoglie al momento 29 minori di età molto diversa e con bisogni estremi. La prima cura che forniamo è la presenza, l’attenzione e il tempo.
Da poco è arrivata Fatima, ha 12 anni, lo sguardo sfuggente e una profonda ustione sulle gambe. Non è stato incidente domestico. E’ stato suo zio.
A Kilifi, più della metà degli abitanti vive sotto la soglia di povertà e l’abuso di alcool e droga sono fenomeni epidemici.
Una volta accolta, Fatima ha capito subito di non essere l’unica ad aver subito queste brutali violenze. Sono in tanti, troppo a portarne i segni.
Da un sondaggio effettuato dal Governo locale, in Kenya un bambino su due è vittima di violenza fisica. Una ragazza su sei dichiara di aver subito molestie sessuali da bambina.
In quell’area, l’unico luogo protetto capace di accogliere i minori allontanati dalle famiglie dai servizi sociali oppure rimasti orfani è La Casa dei bambini. Entrarci significa ricevere protezione, cibo sano, istruzione, visite mediche, attività didattiche, ludiche e di formazione professionale per i più grandi.
Sono stati anche realizzati due laboratori, di sartoria e informatica. L’obiettivo è avviare i giovani verso una professione che riesca a garantirgli una vita dignitosa e lontana dai pericoli.
Se vuoi sostenere i progetti in Kenya, fai una donazione online
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Licia
